Parchetto

Parchetto

Ore 13.30. Esco dal nuovo luogo che mi accoglie queste mattine, per dirigermi verso la frutteria che ho trovato proprio davanti il portone, e che mi dispensa di due di quello che voglio, due mele, come ieri, o due pere, come oggi, e una boccia d’acqua, grande perchè piccola non ce l’hanno.

Direzione: via Ugo Ojetti, attraverso la strada, svolto a sinistra verso l’edicola, dove un edicolante grigio scherza con una donna, battendole piano sulle spalle, le dà ragione, e ridono. Lei è contenta. Intorno un po’ tutti sembrano essersi svegliati bene stamattina.

Mi adagio su una ringhiera, mastico la pera, la prima, poi la seconda… Il piccione mi guarda dall’alto, chiedendosi se farmelo o no lo scherzone, ma è pigro oggi, mi beccherà presto magari mentre vado in motorino. Ai piccioni non si scappa, non c’è modo. Nessun modo.

Intorno… è calore… è aria… è Cielo… Respiro e osservo… E una mamma e un bambino si digirono dietro il campo da calcio recintato, un campo anonimo, se non fosse che…

"Ma dove vanno? non è recintato?"

No, non è recintanto, cioè il campo si, ma vicino al campo da calcio… vedo dei giochi per bambini! ma c’è un parchetto lì!

Primavera, Estate, Autunno, Inverno e ancora Primavera. Sarà un anno interessante, e quel parchetto mi conoscerà a fondo.  

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