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	<title>Spettinato&#187; Spettinato</title>
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	<description>Spettinato, Estate, Grotta del Saraceno, Andrea Pastina, Informatica Roma, Spettinato, Consulente Informatico, Sviluppo Software</description>
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		<title>La Notte passa inesorabile sulla pelle</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Dec 2006 12:23:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Notte passa inesorabile sulla pelle. Posso dormire, o stare sveglio. Ma non posso fermarla. C&#8217;? un racconto nel racconto scritto da Hermann Hesse. Certo che fortuna avere un nome che comincia con la stessa iniziale del cognome&#8230; Io ho AP&#8230; come la targa&#8230; infatti da bambino mentre andavo al campeggio, un campeggio diverso dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="3">La Notte passa inesorabile sulla pelle. Posso dormire, o stare sveglio. Ma non posso fermarla. C&#8217;? un racconto nel racconto scritto da Hermann Hesse. Certo che fortuna avere un nome che comincia con la stessa iniziale del cognome&#8230; Io ho AP&#8230; come la targa&#8230; infatti da bambino mentre andavo al campeggio, un campeggio diverso dalla Grotta, ogni volta che vedevo una macchina con quella targa dicevo: &#8220;AP, Andrea Pastina!&#8221; e ogni volta ridevo. Veramente lo faccio anche ora, solo che questa targa si trova meno spesso. Stessa cosa vale per altre targhe, alcune veramente fiche. Si lo so che stavo dicendo di un racconto nel racconto, ma tanto ormai Hermann lo ha scritto, non ? che sparisce dalle librerie&#8230; Per esempio una targa fica ? quella di non mi ricordo quale&#8230; e per? funzionava che c&#8217;era una A Qualcosa e io dicevo A Scemo per esempio se fosse stata AS&#8230; Esiste AS? Avete mai provato ad ascoltare canzoni degli anni 80 a ruota? anzi, a cd? Secondo me ? una esperienza che ognuno dovrebbe provare una volta nella vita, anche perch? poi non sarebbe mai l&#8217;ultima ma solo la prima. Almeno&#8230; io ho vissuto quegli anni senza accorgermi di viverli cos? tanto, e mi ritrovo a non aver mai smesso di viverli. Ma torniamo al racconto nel racconto. Nel libro &#8220;Il giuoco delle perle di vetro&#8221; c&#8217;? un racconto postumo scritto dal protagonista del libro, Joseph Knect, sul rapporto tra l&#8217;uomo e la morte, e in generale tute quelle cose che avvengono per natura senza che si possa far altro che temerle o rispettarle al punto di esserne parte e quindi in qualche modo esorcizzarle. E quindi vi lascio una parte di quel racconto che mi ha colpito per la sua crudezza che ritrovo molto mio.</font><font size="3"><em><strong>&#8220;In quel tempo Dasa ricordava talvolta la foresta nella quale era vissuta da povero fuggiasco e l&#8217;eremita che ci viveva in meditazione. Qualche volta sentiva anche il dediderio di andare a trovarlo, di rivederlo e chiedergli consiglio. Ma non sapeva se il vecchio fosse ancora vivo, se l&#8217;avrebbe ascoltato e consigliato, e, quando anche l&#8217;avesse fatto, tutto sarebbe andato per la sua china, senza possibilit? di mutamento. La meditazione e la sapienza sono cose buone, nobili, ma sembra prosperino soltanto in disparte, al margine della vita, mentre chi nuota nel fiume della vita e lotta con le onde agisce e soffre senza avere alcun contatto con la saggezza: queste azioni e sofferenze sono i,poste dal destino e devono essere eseguite e sofferte. Neanche gli dei vivono in eterna pace e perpetua saggezza, anch&#8217;essi sanno il pericolo e la paura, la lotta e la battaglia. Egli l&#8217;aveva appreso eda numerosi racconti. Perci? si arrese, non litig? pi? con Pravati, and? a vedere le sfilate, vide arrivare la guerra, la present? nei massacranti sogni notturni e, mentre il suo corpo dimagriva e il suo viso si abbuiava, guard? appassire e impallidire la gioia beata della sua esistenza&#8230;&#8221;</strong></em></font></p>
<p><font size="3"> Mi piace veramente tanto questo pezzo, mi ha colito mentre lo leggevo, pi? del resto, mi ci sono soffermato ancora pi? delle altre pagine. Ci ho messo tre mesi a leggere questo libro, e in un momento molto particolare della mia vita, anche se mi sembra che questo momento particolare duri da sempre&#8230; </font></p>
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		<title>Stravolgere</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Dec 2006 12:23:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ora stravolgo un po&#8217; questo spazio, per il solo gusto di stravolgere qualcosa, e dato che ho bisogno di scrivere e di avere freddo sono in camera mia con le finestre spalancate, e quindi freddo ce n&#8217;è, anche se i miei hanno pensato bene di attaccare i riscaldamenti, e quanto allo scrivere&#8230; bhò, lo sto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="3">Ora <strong>stravolgo</strong> un po&#8217; questo spazio, per il solo gusto di stravolgere qualcosa, e dato che ho bisogno di scrivere e di avere freddo sono in camera mia con le finestre spalancate, e quindi freddo ce n&#8217;è, anche se i miei hanno pensato bene di attaccare i riscaldamenti, e quanto allo scrivere&#8230; bhò, lo sto facendo. <strong>Stravolgere</strong>. Perchè? non che ci sia bisogno di un reale motivo, ma se c&#8217;è tantovale dirlo, e dato che stavolta c&#8217;è, tantovale che lo dico, e infatti lo sto dicendo, o almeno ci sto una cifra girando attorno, come se in realtà non volessi mica troppo dirlo&#8230; Il punto è che un arrivo vero e proprio sembra non esistere. E il discorso cambia linee ogni volta, come il puntino sul muro di Francesca che rappresentava me secondo lei non aveva posizione certa e ogni volta non lo trovava più, allo stesso modo io sono quel punto per me stesso. Come non esiste un motivo per ogni cosa o non sempre e non per forza, stravolgo le linee, e quel puntino sul muro diventa altro, forse cambiando anche il muro e ora sono in un prato. Ci sono già stato, nei miei sogni, cavalcando un cavallo indomito insieme ad un indiano che conosco, anzi forse lui mi conosce più di quanto io non conosca lui, e in fodno di lui non so neanche il nome, ma tanto tra gli indiani si usava darsene uno a scelta della tribù&#8230; Sembra scema come cosa e invece è strana. La tribù dava il nome ad ogni ragazzo e ragazza in base alle caratteristiche fisiche e morali del ragazzo e della ragazza. E però non è così banale&#8230; Perchè? la comuità che basandosi sulla conoscenza di quel ragazzo o ragazza pretendeva di dare un nome a ciò che vedeva. In questa società una cos simile non potrebbe esistere, perchè la comunità non ha alcun interesse a sapere come una persona è realmente.<img height="141" width="100" border="0" align="left" src="http://spettinato.com/es2003/giusep.jpg" alt="capo Giuseppe" /> Tra gli indiani era necessario forse, per capire quale ruolo dare ad ognuno nella comunità stessa, ma sembra che questo fa di noi non esista. Ognuno deve prendersi ciò che vuole facendo strage di corpi tra gli altri suoi simili, che in alter culture avrebbero avuto interesse a conoscere. Qui invece ci distruggiamo per spostarli dal percorso scelto, per passare noi al loro posto, e trovarci magari in luoghi sconosciuti che non ci piacciono e in cui non vogliamo assolutamente stare e allora ce ne andiamo lasciandoli vuoti. <img height="300" width="200" border="0" align="right" src="http://spettinato.com/es2003/mangas.jpg" /> Conoscere gli altri non ci interessa, ma non è solo che non ci interessa. E&#8217; che anche volendo faremmo una fatica del diavolo, come se il diavolo facesse fatica a fare qualcosa, a comprendere gli altri semplicemente perchè non siamo abituati a capire noi stessi. <strong>Jim Morrison</strong> quando era ancora vivo, perchè checchè se ne dica Jim è morto, diceva <strong><em>&quot;In questo secolo abbiamo imparato tante cose tralasciando di conoscere una cosa fondamentale: noi stesssi!&quot;</em></strong> e poi è morto. Cioè, non è che sia morto per aver detto questa frase, ma magari ha contribuito, che ne so&#8230; io non l&#8217;ho mai conosciuto e se ci fossimo conosciuti probabilmente saremmo entrati in forte conflitto. Ma forse senza volere uno la morte dell&#8217;altro. O forse si. O forse no&#8230; Stravolgere quel puntino sul muro vuol dire cambiare? o forse è il mio modo di vedere che cambia? E non è forse questo cambiare? Sembra che un gabbiano voli sempre allo stesso modo, eppure cambia spesso direzione, mica cambia! Ma cambiando direzione nonha forse cambiato interesse? e non è forse cambiato anche lui? Tra la comunità dei gabbiano invece sembra che il nome si dia in base a quante sardine si riescono a pescare. Solo che il gabbiano che me l&#8217;ha detto se n&#8217;è andato ridendo e quindi non so se rideva per la felicità o perchè mi sfotteva alla stragrande&#8230; E non l&#8217;ho più visto quindi non so dirvi al momento. Ma vi terrei aggiornati se solo sapessi che vi interessa e se solo me lo ricordassi. <em>&quot;E allora? lo stravolgimento? cambiare? Ma più che altro&#8230; ma che cazzo c&#8217;entra il cambiare con l&#8217;Estate? No, perchè se non c&#8217;entra niente secondo me questa pagina andrebbe rimossa alla stragrande e in strafretta! E quindi o mi spieghi che cosa intendi per stravolgere e come ci possa entrare l&#8217;estate oppure ti banno a vita dal tuo sito!&quot;</em> queste sono le parole di Peppe secondo me, per come io vedo Peppe. Praticamente geniale, perchè in qualsiasi discussione lui è sempre in grado di capire quando te ne stai andando per fratte e quando invece ancora può seguirti nei tuoi dileggiamenti della realtà. Dileggiare è il verbo, andatevelo a cercare sul dizionario, stronzi! E dopo Morgan passo agli AFterhours, con la loro malinconia. No, la loro è proprio tristezza, altro che malinconia! allora ripeto. <strong>E dopo Morgan passo agli AFterhours</strong>, con la loro tristezza. <strong><em>&quot;Arriva l&#8217;alba o&#8230; forse no&#8230;&quot;</em></strong> e loro di sicuro con l&#8217;estate c&#8217;entrano parecchio, e hanno anche scritto una cazone chiamata &quot;L&#8217;Estate&quot; e quindi non mi rompete, come cantavano e cantano ancora ogni tanto i &quot;banco del mutuo soccorso&quot;, e come cantano tutti quelli che conoscono questa canzone e ogni tanto vogliono cantarla, e mi ci metto in mezzo anche io. <strong>L&#8217;Estate è uno stravolgimento, inutile nasconderlo. E poi a che servirebbe? E&#8217; uno stravolgimento perchè si cambia direzione e interessi, proprio come il gabbiano che cambia modo di volare. Cambiando una qualsiasi sciocchezza quella sciocchezza acquista senso e non è più sciocca, ma è il particolare che fa cambiare il TUTTO. Dove si posa l&#8217;occhio, ecco cosa cambia tutto. Dove si posa l&#8217;attenzione. O no? Non è che alla fine invece è proprio il mio cambiare a fare cambiare la mia attenzione verso uno o un altro particolare che cambia poi tutto?</strong> sembra possibile. Sto cercando ancora il gabbiano, che praticamente non è altro che il culo in gabbia. Se mi sentisse <strong>Richard Bach</strong> gli piglierebbe un colpo&#8230; O forse già gli è preso, non so se è ancora vivo&#8230; Pensare che un gabbiano sia in gabbia, lui che può volare&#8230; Mi fa talmente strano che mi verrebbe da tirarmi un pugno da solo, e invece aspetterò il simpatico Peppe Culo o il Raffaele che mi tireranno una balla di fieno presto&#8230; Cambiare perchè? E cosa? Una volta Francesca di Milano mi scrisse su un foglietto &quot;non cambiare mai&quot;&#8230; Io ho capito cosa intendeva. Ma se uno dovesse fermarsi alle parole&#8230; non cambiare mai&#8230; sarebbe una cosa davvero strana. Come non lasciarsi prendere da nuovi particolari. Solo che Francesca intendeva ben altro, e cioè l&#8217;esatto contrario, ovvero &quot;non smettere mai di essere come sei, di farti colpire dai particolari&quot;, che questi particolari effettivamente cambino qualcosa o no. Ogni volta che si soffre si cambia in qualche modo. Non soffrire ha senso? può mai un essere non soffrire? NO. E allora è inutile parlarne in fondo. Come è sciocco pensare a cosa sia gelosia in generale. Esiste mai la gelosia da sola? NO. Va applicata ad una persona, o ad una situazione, e quindi è sciocco parlarne in generale. E&#8217; una perdita di tempo. <strong><em>&quot;Cazzo! hai detto tempo? TEMPO? E proprio qui ti volevo! Ora mi spieghi perchè domini il tempo da dio solo sempre tranne ora! E cazzo, fermati e spiegami!&quot;</em></strong> sempre il solito peppe che non si fa mai gli affari suoi, anche perchè poi, a farsi gli affari propri &#8230; vabè stavo per scrivere un&#8217;altra fesseria&#8230; Dominare il tempo credo sia il non perdersi. <img height="280" width="348" border="0" align="right" src="http://spettinato.com/es2002/087.jpg" /> Non perchè ci sia una cosa che ti aspetta alle ore 15. Ma perchè cmq non ti perdi anche senza avere riferimenti di questo tipo. In fondo sarebbe lungo da spiegare, e poi non mi interessa davvero. Ci ho pensato a lungo, anche con alcuni che Peppe conosce (sperando che Peppe si conosca, altrimenti ho detto una cazzata&#8230;) E fatto sta che adesso non domino il tempo come facevo pochi mesi fa. E cosa vuol dire? Che sono cambiati i miei interessi, che le cose cominciano a farmi il solletico, invece che sfiorare la mia pelle scivolando via come acqua tiepida, e io ricevo sensazioni che mi influenzano da quest&#8217;acqua calda sul corpo. Il tempo in qualche modo sta cercando una T maiuscola da prenderse, e diventare una entità esistente per cavoli suoi rispetto a me. Un po&#8217; come il Sole, il Cielo, il Mare, le Stelle, entità che sono lì perchè per me hanno senso, e quindi hanno senso non di per sè, ma di per me! Infatti per qualcuno potrebbe anche succedere che il Cielo sia semplice cielo, da guardare, senza dargli particolare significato, il cielo da passarci sotto senza alzare lo sguardo, senza dargli nessun peso. Sta diventando questo il tempo per me? no, neanche lontanamente, eppure sta guadagnando terreno. Questo flusso di semi coscienza serve esclusivamente a me, lo so, ne sono cosciente, pubblicarlo o no sul sito non è con la lettera maiuscola&#8230; Eppure mi sa che lo metto là, così che sempre io possa leggerlo. <strong><em>Il tempo resta semplicemente una convenzione di altri. O almeno, per ora continua ad essere questo. Ogni ritmo, ogni abitudine, salti da questo istante. Che niente abbia senso se legato al tempo, non perchè lo si voglia eliminare del tutto, ma per costringerlo al mio dominio. Come ogni particolare di me stesso. Si, questo è cambiare. Questa è l&#8217;Estate.</em></strong></font></p>
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		<title>La roulotte di Peppe</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Dec 2006 12:20:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E la storia continua. Si perchè non avere più una spiaggetta è come non avere più il terreno sotto i piedi, e in questo caso per davvero, e allora si capisce che devi trovare un altro posto, oppure sprofondare. Bhè non ci crederete. Qualcuno ha deciso di sprofondare davvero. Non per una spiaggetta, ovvio, forse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="left"><font size="3">E la storia continua. Si perchè non avere più una spiaggetta è come non avere più il terreno sotto i piedi, e in questo caso per davvero, e allora si capisce che devi trovare un altro posto, oppure sprofondare. Bhè non ci crederete. Qualcuno ha deciso di sprofondare davvero. Non per una spiaggetta, ovvio, forse no, però ha deciso così. Per chi non ha fatto questa scelta o non ne ha fatta alcuna del tutto, perchè a volte non scegliere è molto più semplice, c&#8217;era da cercare un altro posto e allora i falò quest&#8217;anno si sono fatti in spiaggia, direttamente, perchè si erano già fatti l&#8217;anno prima e quello ancora prima. Probabilmente da sempre si fanno falò in spiaggia, dove altrimenti? Non cominciate a scrivermi i posti più disparati perchè tanto la mia era solo una domanda retorica. E per chi ne volesse sapere di più: <a href="http://www.drzap.it/DP_retoriche.htm" target="_blank">domande retoriche</a>. Quando sono arrivato al campeggio ci ho messo un po&#8217; a focalizzare i particolari. Ogni cosa mi si rovesciava addosso con il suo fare tranquillo, senza preoccuparsi di me, inebriante, senza domande. Farsi domande è come cercare di fermare una farfalla per vedere come vola bene&#8230; Solo che la farfalla tra le mani non vola più. E allora l&#8217;unica via è farsi inondare dalle sensazioni, dai particolari che cadono da ogni angolo di Cielo, come pioggia calda. Ero seduto sui sassi accoglienti, al solito posto, in barba alle frane, aspettando gli schizzi del Mare biancastro sotto i sassi. Respiravo, come si respira quando è passato tanto tempo dall&#8217;ultimo respiro, anche se avevo sempre respirato. Respirare cambia come cambia il posto, come è diverso uno stesso posto da un anno all&#8217;altro. In questa serie di gallerie fotografiche, quest&#8217;anno vi farò vedere alcune foto di notti passate in spiaggia, e poi altre che non hanno a che fare con la sabbia. Sono fotografie scure, che danno il senso della Notte e di un mucchio di altre cose che non vi dirò, così voi cazzoni e cazzone potrete scervellarvi a trovarne di nuove e a vedere cose che io non vedevo neanche da lontano. E tanto per cominciare, come non ringraziare Peppe per l&#8217;ospitalità concessaci (non si sa bene chi sarebbe quel CI, ve lo lascio immaginare!) nella sua roulotte, anche quando dormiva, per guardare i Simpson? Semplice, non ringraziandolo&#8230; <img height="200" width="266" border="0" align="left" src="http://spettinato.com/es2003/IMAG0006.JPG" alt="quanti piedi ci sono?" /> Però vi faccio vedere alcune belle immagini della nostra roulotte con la gente dentro che si vede un non determinato programma simil televisivo (simil, perchè non ditemi che quel coso che cambiava colore ogni tanto era un televisore&#8230;) (bravo spettinato! e con questa ti sei giocato i Simpson per la prossima Estate! Mimmo perdonali&#8230; Essi, loro, coloro e colori non sanno ciò che fanno&#8230;) Ora&#8230; mi sembra interessante contare. Quanti cazzo di piedi ci stanno nell&#8217;immagine? No, è inutile che guardate tra i capelli di andrea, lì non ci sono piedi. Non si fa mettere i piedi in testa da nessuno lui! Sul numero di piedi presenti circolano varie correnti di pensiero. Ad esempio c&#8217;è chi dice che ci siano due piedi per ogni testa, e io appoggerei questa idea, ma allora perchè contando non tornano i conti? C&#8217;è inoltre chi dice che Peppe in realtà è un treppiedi, e quindi pensando a lui con tre piedi si capisce che Bakkio potrebbe non averne o averne meno di Peppe, o anche&#8230; Ecco poi c&#8217;è un terzo filone fisolofico&#8230; fisiolofico&#8230; fisiologico&#8230; insomma quellarobbafico, che ritiene che i piedi non esistono, e quindi nulla può essere contato, e infatti era scontato! Per ordinazioni al tavolo 4 rivolgersi alla cassa duemilionisettecentotrentottomilanovecentododici e chiedere di Peppe, ore pasti, che tanto lo trovate sempre&#8230; <img height="200" width="266" border="0" align="right" src="http://spettinato.com/es2003/IMAG0001.JPG" alt="Simoooooo!!!!!!!" /> Inoltre insieme a noi di solito potete trovare anche Simone, il fratellino per modo di dire di Peppe. Per modo di dire non nel senso che non è il fratellino di Peppe, ma nel senso che dire &quot;fratellino&quot; è una parola forte (e qui scatta la citazione per Vanessa, anche se con Cita non c&#8217;entra una banana&#8230;) Questo tizio è un tizio peppe fratellinoso infatti si chiama come il fratello di peppe, che per altro è proprio il fratellino di Peppe. E quindi i conti tornato. Non quelli dei piedi però. Ho visto e rivisto questa foto in cerca di spiegazioni, ma proprio non ho capito che caspita di trasmissione stava vedendo Simone&#8230; C&#8217;è solo il faccione idiota di un tizio, presumibilmente idiota, anche se non sempre chi ha la faccia idiota è un idiota realmente. E smettete di pensare a me!! Smettetela!! Guardate che scateno l&#8217;ira funesta del pelide Achille!</font></div>
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		<title>Scorci dell&#8217;Estate 2003</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Dec 2006 12:18:19 +0000</pubDate>
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 E ora bh?, direi che si pu? cominciare a sfogliare le foto di questa fantomatica estate. Fantomatica. E&#8217; proprio la parola giusta. Cio? no&#8230; come pu? la parola giusta essere fantomatica? e infatti non pu?. Quindi non ? stata fantomatica ma giusta&#8230; mi sa che 	mi sono incartato&#8230; Ma tanto fra poco ? Natale [...]]]></description>
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<td style="width: 100%;">
<div align="justify"><font size="3"> E ora bh?, direi che si pu? cominciare a sfogliare le foto di questa fantomatica estate. Fantomatica. E&#8217; proprio la parola giusta. Cio? no&#8230; come pu? la parola giusta essere fantomatica? e infatti non pu?. Quindi non ? stata fantomatica ma giusta&#8230; mi sa che 	mi sono incartato&#8230; Ma tanto fra poco ? Natale e quindi spero che qualcuno mi riceva come regalo. Questa Estate ? stata particolare	perch? sembrava che nessuno si divertisse. Perch? al campeggio si assume una rara forma di pigrizia che porta le persone ad aspettare i movimenti di altri, altri come gli animatori o amici vari, e quindi a volte sembrava che non si prospettasse nulla all&#8217;orizzonte, e quindi si passava del tempo, poco per la verit?, pensando che non si sarebbe fatto niente durante il pomeriggio (la mattina non la nomino perch? non c&#8217;ero) e quindi quelle volte pesavano sull&#8217;economia del divertimento parecchio. Erano momenti che rimanevano sulle 	spalle di chi soffriva di questa rara malattia. E quindi non bastava poi divertirsi per altri particolari momenti divertenti. Quei momenti in cui si era convinti di non fare niente pesavano come macigni nella breve memoria di un campeggiatore. E quindi sembrava che alla fine nessuno si divertisse. Invece le cose non sono andate cos?. Tutta l&#8217;Estate ? un momento particolare che cerca altri particolari interessanti da vivere. L&#8217;Estate ? un mostro che si nutre di momenti di vita, come se in Estate ce ne siano di pi? e pi? belli. Sinceramente credo che vivere l&#8217;Estate in quel modo sia uno stato mentale, qualcosa che si vuole relegare ad un periodo, ma che 	in fondo ? relegato all&#8217;interno di ognuno e risorge ogni volta che qualcosa di esterno agisce su di noi, come a liberare le creature che ognuno ha dentro, le varie maschere e identit? di ognuno. Perch? ognuno ha dentro animali, maschere, finzioni note o no, sogni e 	trasparenze. L&#8217;Estate ? fatta di ricerca di particolari. Momenti. Perch? in fondo di momenti ? fatta la vita. <img height="200" width="296" border="0" align="right" src="http://spettinato.com/es2003/scan0010.jpg" alt="Peppe e Danielina" /> E cominciamo con le foto. E ci tengo a cominciare con la figura emblematica di questa estate 2003, Peppe e Danielina. Perch? ci pensavo tempo fa, che per me ? straordinario che il mio migliore amico stia con una mia grande amica. E io vedo in loro una icona dell&#8217;estate. Perch? alla fine ? una delle cose pi? riuscite che abbia mai visto. E mi fa pensare che ? nato tutto per caso. Da un periodo in cui hanno avuto pi? tempo da passare insieme perch? semplicemente non c&#8217;era nessun altro in campeggio due anni fa. E allora dal niente nasce il tutto. Un po&#8217; come dal buio della stanza nascono i pensieri che accompagnano il sonno. 	Siccome sto scrivendo queste righe che ? gi? passato Natale, mi sa che faccio fatica a ricordarmi tutto e allora d? una ripassata al mio diario, e continuo a guardare questo colore di sfondo sperando che mi entri nella testa questo verdino, e che la mia testa si rompa talmente le palle di fissarlo da dirmi &quot;Vab?!! Si!! tieni questo sfondo!!! basta che non sfondi le palle!!&quot; e spero che quel momento arrivi presto. E in questo vi chiedo uno sforzo mentale, anche se la menta non mi paice proprio e ormai dovreste saperlo&#8230; Provate a convincervi di essere non proprio al campeggio, ma proprio agli scogli nella spiaggetta sassosa. Immaginate di scendere per la prima volta dopo un anno da quelle parti. Sapete che in quei posti avete vissuto diverse notti fino all&#8217;anno prima. Scendete e non trovate pi? una delle due spiaggette, franata infatti durante i nubifragi dell&#8217;inverno. Aveva piovuto un sacco, l&#8217;avevate saputo e c&#8217;erano stati danni e feriti in molti luoghi in Italia ma mai avreste pensato alla spiaggetta dei fal? distrutta. Tutto franato. Di una di quelle spiaggette non resta altro che un cumulo di sassi appuntiti e senza senso che fanno capire subito la loro ostilit? ad altre feste notturne da quelle parti&#8230; L&#8217;inizio alle volte non ? dei migliori, ma poi il resto ? meglio. E infatti da quelle parti la Notte in effetti non ci saranno pi? festicciole, ma spazio per gli amanti e i suonatori solitari, dipende chi fa prima a prendere il posto. In effetti se un posto ? ostico da raggiungere, una volta raggiunto ? abbastanza sicuro che ti sappia nascondere da altri occhi, che sappia preservare le tue parole se ne hai da dirne, i tuoi urli invece apparterranno al Vento. Sempre. </font></div>
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		<title>Comincia con Fata Morgana dei Lit Fiba la parte dell&#8217;Estate 2003</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Dec 2006 12:13:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>spettinato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Estate 2003]]></category>

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		<description><![CDATA[Comincia con Fata Morgana dei Lit Fiba la parte dell&#8217;Estate 2003. Come prima cosa voglio scusarmi con chi aveva preso l&#8217;abitudine di aprire la scuola o l&#8217;università o il lavoro leggendo queste pagine.
Non ho scritto nulla tranne due pagine che sono andate perse dopo una formattazione per un motivo semplice. Scrivere queste cose è per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="justify"><font size="3">Comincia con Fata Morgana dei Lit Fiba la parte dell&#8217;Estate 2003. Come prima cosa voglio scusarmi con chi aveva preso l&#8217;abitudine di aprire la scuola o l&#8217;università o il lavoro leggendo queste pagine.</font></div>
<div align="justify"><font size="3">Non ho scritto nulla tranne due pagine che sono andate perse dopo una formattazione per un motivo semplice. Scrivere queste cose è per me un momento particolare, durante il quale non faccio altro che ascoltare l&#8217;ispirazione che c&#8217;è nell&#8217;aria e catturarla trasformandola in parole. Parole che in Notti come questa hanno un senso. Non mi piace <strong>DOVER</strong> scrivere o <strong>DOVER</strong> fare qualcosa. Preferisco <strong>VOLER</strong> fare una cosa o dire ciò che penso quando lo penso. Inoltre un grosso problema quest&#8217;anno sono state le fotografie.</font></div>
<div align="justify"><font size="3">Vi ringrazio di avermele mandate più di una volta, e qui scatta l&#8217;applauso a Valentina e Bakkio. Però in effetti come forse vedrete, anzi lo vedrete di certo, le foto di quest&#8217;anno non sono esattamente quello che io chiamo splendide. E quindi scriverci sopra è stato difficile. Forse dovrei scrivere queste cose alla fine&#8230; dopo aver scritto tutto&#8230; ma tanto che ne potete sapere voi di quando l&#8217;ho scritte&#8230;</font><br />
<font size="3">  Cominciamo col dire che quest&#8217;Estate è stata particolare forte. Mi sa che ogni anno dico così, ma quest&#8217;anno lo è stato davvero&#8230; (e mi sa che pure questo lo dico ogni anno&#8230;)</font></div>
<div align="justify"><font size="3">E&#8217; stato un anno strano perchè mancavano molti, a cominciare da Sandro, la cui assenza si è sentita parecchio davvero. Aveva di meglio da fare ovviamente, ma la sua sedia di san Lorenzo l&#8217;aspettava in spiaggia mentre cercavamo nuove applicazioni perverse, che tra le altre cose gli abbiamo trovato&#8230; Poi mancava Bakkio, almeno per il primo periodo. E&#8217; sceso per una settimana soltanto con Enzo, il mio mito del nascondino. Solo una settimana, giusto il tempo di farsi battere da Peppe ai gokart. E poi, ancora, Valentina, che è scesa solo tardi, e grazie per altro ad un miracolo della legge dei campeggi. Infatti aveva chiamato e le avevano detto che era tutto pieno, ma venendo al campeggio si è liberato magicamente un posto per la sua tendina blu. E abbiamo capito dove stava l&#8217;inghippo.</font></div>
<div align="justify"><font size="3">Infatti ogni campeggio deve assicurare alcuni posti per il traffico dei campeggiatori, e quindi se arriva un tizio che chiede di pernottare loro devono travargli un posto. E lo stesso per Valentina. Mancava Vanessa, che per mio stragrande obeso dispiacere non è venuta al campeggio. Mi è mancata davvero un sacco pieno. Speravo continuamente di sapere che sarebbe venuta, in ritardo al posto di Valentina magari&#8230; E poi mancava un uomo che non ha bisogno di altre parole perchè nella sezione del 2002 ci sono abbondanti prove della sua esistenza mentre ancora non ce l&#8217;abbiamo fatta per lo Yeti&#8230; IVAN!! L&#8217;uomo Vipitenensis. Che è sceso una Notte soltanto ed ha avuto da fare, il nostro amico solare <img src='http://www.spettinato.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> )</font></div>
<div align="justify"><font size="3">La sua mancanza si è sentita tantissimo, io per un sacco di motivi tra i quali la sua chitarra e le Notti che ho rimpianto degli anni prima. Le cose cambiano, senza un vero motivo, forse è proprio questo il motivo. Per lo stesso motivo per cui piange il Cielo a volte e a volte piangono gli occhi. Per lo stesso motivo dell&#8217;acqua che scorre, che non puoi fermare senza bagnarti. A meno che non tiri un enorme masso nel corso d&#8217;acqua&#8230; Oppure un grosso coso che spaventa il corso delle cose&#8230; Oppure Peppe che racconta barzellette all&#8217;acqua che farà addirittura marcia indietro e diventerà acqua ascetica sulle montagne vicino la sorgente&#8230; </font></div>
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