Ancora uno!
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Lo so che avevo detto che era l’ultima pagina… E’ solo che ho un numero esagerato di fotografie, e non farci nulla mi pare triste, e anche un po’ da stronzi. Di preciso ne ho 122, ma sono destinate ad aumentare ancora. Le fotografie sono un po’ il ghiaccio dell’Estate, rendono fermi i ricordi, e li accendono di luce, come gli occhi che vedevano quei momenti. E non importa troppo chi li ha visti quei momenti, perch? sono stati vissuti da tutti, pi? o meno. E ho capito che se la fortuna non ti cade addosso, basta spostarsi di poco per vederla meglio. E cos? penso valga per tutte le cose che non riesco a capire, a vedere in modo distinto. Penso che basti spostarsi di poco per vedere meglio. E’ come andare sott’acqua e avere poche gocce d’acqua nella maschera. Non si vede nulla, e si rischia di prendere uno scoglio frontale, che ? poco igienico… E allora basta risalire, svuotare la maschera e scozzarci dentro magari, ma senza risciacquare
Penso sia venuto il momento di parlare di una Notte che abbiamo vissuto. La Notte ognuno la vive come vuole. C’? chi sale alle tre perch? ha vissuto intensamente qualcosa e pensa di non riuscire ad avere tanto per il resto della Notte, e allora va via. C’? chi resta seduto con una bottiglia di qualcosa da svuotare, fissando punti particolari, ma senza accorgersi che sono particolari, e quei momenti si porta a casa. C’? chi vive come vuole. Ma alla fine della Notte sono pochi a rimanere, e posso pensare che quei pochi la vivono in un modo simile, abbastanza simile da volerne parlare in questa pagina… Non penso sia meglio una soluzione piuttosto che un’altra. Si sale per tanti motivi. E si resta per tanti motivi. Io non lo so perch? sono restato in spiaggia quella Notte. Forse per scattare alcune fotografie, secondo me stupende. E ve le faccio vedere nelle prossime pagine… (piccolo trucco imparato questa estate da chi ne sapeva pi? di me…) |