Scorci dell’Estate 2003

E ora bh?, direi che si pu? cominciare a sfogliare le foto di questa fantomatica estate. Fantomatica. E’ proprio la parola giusta. Cio? no… come pu? la parola giusta essere fantomatica? e infatti non pu?. Quindi non ? stata fantomatica ma giusta… mi sa che mi sono incartato… Ma tanto fra poco ? Natale e quindi spero che qualcuno mi riceva come regalo. Questa Estate ? stata particolare perch? sembrava che nessuno si divertisse. Perch? al campeggio si assume una rara forma di pigrizia che porta le persone ad aspettare i movimenti di altri, altri come gli animatori o amici vari, e quindi a volte sembrava che non si prospettasse nulla all’orizzonte, e quindi si passava del tempo, poco per la verit?, pensando che non si sarebbe fatto niente durante il pomeriggio (la mattina non la nomino perch? non c’ero) e quindi quelle volte pesavano sull’economia del divertimento parecchio. Erano momenti che rimanevano sulle spalle di chi soffriva di questa rara malattia. E quindi non bastava poi divertirsi per altri particolari momenti divertenti. Quei momenti in cui si era convinti di non fare niente pesavano come macigni nella breve memoria di un campeggiatore. E quindi sembrava che alla fine nessuno si divertisse. Invece le cose non sono andate cos?. Tutta l’Estate ? un momento particolare che cerca altri particolari interessanti da vivere. L’Estate ? un mostro che si nutre di momenti di vita, come se in Estate ce ne siano di pi? e pi? belli. Sinceramente credo che vivere l’Estate in quel modo sia uno stato mentale, qualcosa che si vuole relegare ad un periodo, ma che in fondo ? relegato all’interno di ognuno e risorge ogni volta che qualcosa di esterno agisce su di noi, come a liberare le creature che ognuno ha dentro, le varie maschere e identit? di ognuno. Perch? ognuno ha dentro animali, maschere, finzioni note o no, sogni e trasparenze. L’Estate ? fatta di ricerca di particolari. Momenti. Perch? in fondo di momenti ? fatta la vita. Peppe e Danielina E cominciamo con le foto. E ci tengo a cominciare con la figura emblematica di questa estate 2003, Peppe e Danielina. Perch? ci pensavo tempo fa, che per me ? straordinario che il mio migliore amico stia con una mia grande amica. E io vedo in loro una icona dell’estate. Perch? alla fine ? una delle cose pi? riuscite che abbia mai visto. E mi fa pensare che ? nato tutto per caso. Da un periodo in cui hanno avuto pi? tempo da passare insieme perch? semplicemente non c’era nessun altro in campeggio due anni fa. E allora dal niente nasce il tutto. Un po’ come dal buio della stanza nascono i pensieri che accompagnano il sonno. Siccome sto scrivendo queste righe che ? gi? passato Natale, mi sa che faccio fatica a ricordarmi tutto e allora d? una ripassata al mio diario, e continuo a guardare questo colore di sfondo sperando che mi entri nella testa questo verdino, e che la mia testa si rompa talmente le palle di fissarlo da dirmi "Vab?!! Si!! tieni questo sfondo!!! basta che non sfondi le palle!!" e spero che quel momento arrivi presto. E in questo vi chiedo uno sforzo mentale, anche se la menta non mi paice proprio e ormai dovreste saperlo… Provate a convincervi di essere non proprio al campeggio, ma proprio agli scogli nella spiaggetta sassosa. Immaginate di scendere per la prima volta dopo un anno da quelle parti. Sapete che in quei posti avete vissuto diverse notti fino all’anno prima. Scendete e non trovate pi? una delle due spiaggette, franata infatti durante i nubifragi dell’inverno. Aveva piovuto un sacco, l’avevate saputo e c’erano stati danni e feriti in molti luoghi in Italia ma mai avreste pensato alla spiaggetta dei fal? distrutta. Tutto franato. Di una di quelle spiaggette non resta altro che un cumulo di sassi appuntiti e senza senso che fanno capire subito la loro ostilit? ad altre feste notturne da quelle parti… L’inizio alle volte non ? dei migliori, ma poi il resto ? meglio. E infatti da quelle parti la Notte in effetti non ci saranno pi? festicciole, ma spazio per gli amanti e i suonatori solitari, dipende chi fa prima a prendere il posto. In effetti se un posto ? ostico da raggiungere, una volta raggiunto ? abbastanza sicuro che ti sappia nascondere da altri occhi, che sappia preservare le tue parole se ne hai da dirne, i tuoi urli invece apparterranno al Vento. Sempre.

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