Stravolgere

Ora stravolgo un po’ questo spazio, per il solo gusto di stravolgere qualcosa, e dato che ho bisogno di scrivere e di avere freddo sono in camera mia con le finestre spalancate, e quindi freddo ce n’è, anche se i miei hanno pensato bene di attaccare i riscaldamenti, e quanto allo scrivere… bhò, lo sto facendo. Stravolgere. Perchè? non che ci sia bisogno di un reale motivo, ma se c’è tantovale dirlo, e dato che stavolta c’è, tantovale che lo dico, e infatti lo sto dicendo, o almeno ci sto una cifra girando attorno, come se in realtà non volessi mica troppo dirlo… Il punto è che un arrivo vero e proprio sembra non esistere. E il discorso cambia linee ogni volta, come il puntino sul muro di Francesca che rappresentava me secondo lei non aveva posizione certa e ogni volta non lo trovava più, allo stesso modo io sono quel punto per me stesso. Come non esiste un motivo per ogni cosa o non sempre e non per forza, stravolgo le linee, e quel puntino sul muro diventa altro, forse cambiando anche il muro e ora sono in un prato. Ci sono già stato, nei miei sogni, cavalcando un cavallo indomito insieme ad un indiano che conosco, anzi forse lui mi conosce più di quanto io non conosca lui, e in fodno di lui non so neanche il nome, ma tanto tra gli indiani si usava darsene uno a scelta della tribù… Sembra scema come cosa e invece è strana. La tribù dava il nome ad ogni ragazzo e ragazza in base alle caratteristiche fisiche e morali del ragazzo e della ragazza. E però non è così banale… Perchè? la comuità che basandosi sulla conoscenza di quel ragazzo o ragazza pretendeva di dare un nome a ciò che vedeva. In questa società una cos simile non potrebbe esistere, perchè la comunità non ha alcun interesse a sapere come una persona è realmente.capo Giuseppe Tra gli indiani era necessario forse, per capire quale ruolo dare ad ognuno nella comunità stessa, ma sembra che questo fa di noi non esista. Ognuno deve prendersi ciò che vuole facendo strage di corpi tra gli altri suoi simili, che in alter culture avrebbero avuto interesse a conoscere. Qui invece ci distruggiamo per spostarli dal percorso scelto, per passare noi al loro posto, e trovarci magari in luoghi sconosciuti che non ci piacciono e in cui non vogliamo assolutamente stare e allora ce ne andiamo lasciandoli vuoti. Conoscere gli altri non ci interessa, ma non è solo che non ci interessa. E’ che anche volendo faremmo una fatica del diavolo, come se il diavolo facesse fatica a fare qualcosa, a comprendere gli altri semplicemente perchè non siamo abituati a capire noi stessi. Jim Morrison quando era ancora vivo, perchè checchè se ne dica Jim è morto, diceva "In questo secolo abbiamo imparato tante cose tralasciando di conoscere una cosa fondamentale: noi stesssi!" e poi è morto. Cioè, non è che sia morto per aver detto questa frase, ma magari ha contribuito, che ne so… io non l’ho mai conosciuto e se ci fossimo conosciuti probabilmente saremmo entrati in forte conflitto. Ma forse senza volere uno la morte dell’altro. O forse si. O forse no… Stravolgere quel puntino sul muro vuol dire cambiare? o forse è il mio modo di vedere che cambia? E non è forse questo cambiare? Sembra che un gabbiano voli sempre allo stesso modo, eppure cambia spesso direzione, mica cambia! Ma cambiando direzione nonha forse cambiato interesse? e non è forse cambiato anche lui? Tra la comunità dei gabbiano invece sembra che il nome si dia in base a quante sardine si riescono a pescare. Solo che il gabbiano che me l’ha detto se n’è andato ridendo e quindi non so se rideva per la felicità o perchè mi sfotteva alla stragrande… E non l’ho più visto quindi non so dirvi al momento. Ma vi terrei aggiornati se solo sapessi che vi interessa e se solo me lo ricordassi. "E allora? lo stravolgimento? cambiare? Ma più che altro… ma che cazzo c’entra il cambiare con l’Estate? No, perchè se non c’entra niente secondo me questa pagina andrebbe rimossa alla stragrande e in strafretta! E quindi o mi spieghi che cosa intendi per stravolgere e come ci possa entrare l’estate oppure ti banno a vita dal tuo sito!" queste sono le parole di Peppe secondo me, per come io vedo Peppe. Praticamente geniale, perchè in qualsiasi discussione lui è sempre in grado di capire quando te ne stai andando per fratte e quando invece ancora può seguirti nei tuoi dileggiamenti della realtà. Dileggiare è il verbo, andatevelo a cercare sul dizionario, stronzi! E dopo Morgan passo agli AFterhours, con la loro malinconia. No, la loro è proprio tristezza, altro che malinconia! allora ripeto. E dopo Morgan passo agli AFterhours, con la loro tristezza. "Arriva l’alba o… forse no…" e loro di sicuro con l’estate c’entrano parecchio, e hanno anche scritto una cazone chiamata "L’Estate" e quindi non mi rompete, come cantavano e cantano ancora ogni tanto i "banco del mutuo soccorso", e come cantano tutti quelli che conoscono questa canzone e ogni tanto vogliono cantarla, e mi ci metto in mezzo anche io. L’Estate è uno stravolgimento, inutile nasconderlo. E poi a che servirebbe? E’ uno stravolgimento perchè si cambia direzione e interessi, proprio come il gabbiano che cambia modo di volare. Cambiando una qualsiasi sciocchezza quella sciocchezza acquista senso e non è più sciocca, ma è il particolare che fa cambiare il TUTTO. Dove si posa l’occhio, ecco cosa cambia tutto. Dove si posa l’attenzione. O no? Non è che alla fine invece è proprio il mio cambiare a fare cambiare la mia attenzione verso uno o un altro particolare che cambia poi tutto? sembra possibile. Sto cercando ancora il gabbiano, che praticamente non è altro che il culo in gabbia. Se mi sentisse Richard Bach gli piglierebbe un colpo… O forse già gli è preso, non so se è ancora vivo… Pensare che un gabbiano sia in gabbia, lui che può volare… Mi fa talmente strano che mi verrebbe da tirarmi un pugno da solo, e invece aspetterò il simpatico Peppe Culo o il Raffaele che mi tireranno una balla di fieno presto… Cambiare perchè? E cosa? Una volta Francesca di Milano mi scrisse su un foglietto "non cambiare mai"… Io ho capito cosa intendeva. Ma se uno dovesse fermarsi alle parole… non cambiare mai… sarebbe una cosa davvero strana. Come non lasciarsi prendere da nuovi particolari. Solo che Francesca intendeva ben altro, e cioè l’esatto contrario, ovvero "non smettere mai di essere come sei, di farti colpire dai particolari", che questi particolari effettivamente cambino qualcosa o no. Ogni volta che si soffre si cambia in qualche modo. Non soffrire ha senso? può mai un essere non soffrire? NO. E allora è inutile parlarne in fondo. Come è sciocco pensare a cosa sia gelosia in generale. Esiste mai la gelosia da sola? NO. Va applicata ad una persona, o ad una situazione, e quindi è sciocco parlarne in generale. E’ una perdita di tempo. "Cazzo! hai detto tempo? TEMPO? E proprio qui ti volevo! Ora mi spieghi perchè domini il tempo da dio solo sempre tranne ora! E cazzo, fermati e spiegami!" sempre il solito peppe che non si fa mai gli affari suoi, anche perchè poi, a farsi gli affari propri … vabè stavo per scrivere un’altra fesseria… Dominare il tempo credo sia il non perdersi. Non perchè ci sia una cosa che ti aspetta alle ore 15. Ma perchè cmq non ti perdi anche senza avere riferimenti di questo tipo. In fondo sarebbe lungo da spiegare, e poi non mi interessa davvero. Ci ho pensato a lungo, anche con alcuni che Peppe conosce (sperando che Peppe si conosca, altrimenti ho detto una cazzata…) E fatto sta che adesso non domino il tempo come facevo pochi mesi fa. E cosa vuol dire? Che sono cambiati i miei interessi, che le cose cominciano a farmi il solletico, invece che sfiorare la mia pelle scivolando via come acqua tiepida, e io ricevo sensazioni che mi influenzano da quest’acqua calda sul corpo. Il tempo in qualche modo sta cercando una T maiuscola da prenderse, e diventare una entità esistente per cavoli suoi rispetto a me. Un po’ come il Sole, il Cielo, il Mare, le Stelle, entità che sono lì perchè per me hanno senso, e quindi hanno senso non di per sè, ma di per me! Infatti per qualcuno potrebbe anche succedere che il Cielo sia semplice cielo, da guardare, senza dargli particolare significato, il cielo da passarci sotto senza alzare lo sguardo, senza dargli nessun peso. Sta diventando questo il tempo per me? no, neanche lontanamente, eppure sta guadagnando terreno. Questo flusso di semi coscienza serve esclusivamente a me, lo so, ne sono cosciente, pubblicarlo o no sul sito non è con la lettera maiuscola… Eppure mi sa che lo metto là, così che sempre io possa leggerlo. Il tempo resta semplicemente una convenzione di altri. O almeno, per ora continua ad essere questo. Ogni ritmo, ogni abitudine, salti da questo istante. Che niente abbia senso se legato al tempo, non perchè lo si voglia eliminare del tutto, ma per costringerlo al mio dominio. Come ogni particolare di me stesso. Si, questo è cambiare. Questa è l’Estate.

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