Giochi da spiaggia! o no??
Questo sito continua ad essere scritto a mano, mentre tutti gli altri siti che faccio li scrivo in php, mediante vari programmi, complessi e pesanti. Forse mi piace di più così. Nel 1976 i Ramones cantavano Havana Affair, e io invece me li sento ora. Non perchè non ci fossi prima, ma solo perchè ne ho voglia ora, e non prima. Si lo so, sto divagando, mentre c’era un argomentino di cui parlare… Ah già… l’aneddoto!
Dallo scorso anno Andrea e Peppe (CULO!!!) avevano preso la simpatica abitudine di giocare ad un gioco giocoso sulla spiaggia, giocosa. Davanti al bar della spiaggia andavamo in giro in coppia, e capendoci al volo decidevamo quando era il momento e chi doveva essere la nostra vittima sacrificale. E allora uno dei due intratteneva la vittima a parlare, e l’altro gli si accucciava alle spalle, per terra. Una spinta dall’intrattenitore e la vittima cadeva nella sabbia. Fantastico. Cioè, leggendolo così, freddamente, potrebbe sembrare una sciocchezza, un gioco scemo e senza senso. E però io non sto leggendo, io sto scrivendo con i Ramones del 1976 direttamente dentro il cervello, e ci sta tutto vedere due idioti che fanno cadere le persone nella sabbia con un giochino tra l’assurdo e il cervellotico. Ovviamente come tutti giochi, sono belli quando durano poco, ma sono fantastici quando non finiscono, e questo soprattutto non aveva avuto neanche un vero e proprio inizio, e quindi, come può qualcosa che non ha inizio avere una fine? e infatti…
Questa estate è toccato come al solito a Daniela FG, che ha portato via una parte della spiaggia, ma il grosso del tutto è toccato a Federica, anche detta China, per motivi che ignoro…
E però una sera stavamo facendo sto scherzone io e peppe, e evidentemente è piaciuto molto a Fabione di Torino e Dario di… di dove… porca miseria… vabè cmq è dario! non avete capito chi? E allora guardate la esplicativa foto sulla vostra destra, destra a meno che non stiate legendo con il monitor al contrario, allora sarebbe da altre parti. Dipende da dove caspita leggete. Ah! vorrei scusarmi per quei ragazzi che mi hanno scritto chiedendomi di scrivere da destra a sinistra, ma proprio non ce l’ho fatta… E così Dario e Fabione ci avevano notato parecchio quella sera. E verso l’una di notte frose, non credo più tardi, non mi ricordo perchè ma abbiamo preso a guardarci tutti e tre alle spalle… Non so da dove è cominciato, forse Dario aveva paura che Fabione… insomma avete capito… e io avevo paura… di avere paura. E quindi avevo paura. E poi ci siamo messi a girarci attorno tra noi facendoci cadere a vicenda, e in neanche due minuti eravamo 10 ragazzi in circolo che cercavamo di buttare già gli altri. Una sorta di tutti contro tutti, un fantastico isolamento che durava solo nel momento di difendersi, mentre al momento di attaccare bastava uno sguardo tra due che si incontravano addosso ad un altro per far si che chi non era visto si accucciasse, e all’altro bastardo bastava una spintarella… e via! A mangiare la sabbia!!
A quel punto il simpatico gruppetto dei 16enni del campeggio, capitanati dal mitico mio amichissimo Alessandro hanno cominciato anche loro a giocare così, ma solo dopo circa due ore che noi giocavamo. Una gran Notte. Tutti lì a guardare questi 10 idioti che si rincorrono sulla sabbia, saltando sul cumulo di sabbia del giorno, messo lì per non so quale scopo da non mi ricordo chi. Però io mi ci nascondevo dietro e saltavo fuori al momento opportuno. Quella sera eravamo in due a non essere mai caduti, io e Fabio, il biondino che dice sempre ANIMATOVE!!, parla così. Ma il primato non poteva durare… O si? Ebbene si. Fabio non ha più giocato dopo quella sera, e io invece dopo aver suscitato le ire di milioni di amici sono caduto per una volta dopo alcune sere. La sera del falò. Ma di questa parleremo dopo.
E ora: L’ANEDDOTO!! La sera successiva eravamo con il gruppo di Torino, i cui nomi non ricordo… ma io non ricordo mai i nomi… però ho la prova che non ho sognato quei grandi. I due fratellini di Torino, io, Fabione, poi l’altro Andrea di Roma, e un altro di Torino che però casualmente non mi ricordo come si chiama, stavamo giocando allo schiaffo del soldato, quel gioco da sfigati che consiste in uno sfigato che si mette con una mano a coprirsi la visuale periferica, e altra la mette sul proprio fianco, e gli altri sfigati gli tirano delle pizze mostruose, tanto che non ho capito bene perchè mai si chiama "schiaffo del soldato" e non "pezza degli sfigati". E quindi cominciamo a farci davvero male, pezze su pezze, schiene rosse anche sotto le magliette, il simpatico Fabio che si faceva riconoscere facile con quelle cazzo di mani!! E poi i soliti ignoti che tiravano delle pizze talmente forti da non sembrare loro… ma Fabione
E tra una pezza e l’altra, tra un Andrea quello bassino di Roma (NON IO!!) che non capiva chi era e quindi restava in mezzo, e un Fabione che si incazzava che non indovinava, e il fratellone di Torino che ogni volta che dava una pizza si sbilanciava talmente tanto da rimanere di fatto in braccio alla vittima, sorridendo nell’essere sgamato e quindi prossima vittima, arriva la genialata di Fabione. Prende una ciavatta e ci mette della maionese. Non mi chiedete dove l’avesse presa, perchè se ste cose strane possono succedere nei film e nelle storie dove c’è Pippo, perchè non può succedere in spiaggia alla Grotta del Saraceno?! E sta ciavatta con la maionese la sbatte fortissimo sulla schiena del fratellino di torino, evidenziato nella foto. Che all’inizio sente la botta ma poi subito si tranquillizza. Indovina che era stato Fabio, non so bene come abbia fatto. Secondo me ha visto che er al’unico con una ciavatta in mano. O forse ha tirato a indovinare… bhè… e però si era fatto male parecchio. E allora acqua, e ghiaccio per chiudere questo sporco gioco sfigato. Era la fine di quel gioco scemo…