E poi succede che uno se lo chiede. Con chi sei?

E poi succede che uno se lo chiede. Con chi sei? Ho tentato di lanciare pantaloni e maglietta dalla sedia al letto, ma lo devo aver fatto senza convinzione, perchè ora stanno entrambi a terra. Ah, il letto è a meno di un metro dalla sedia… Mostly Autumn. Perchè è un sentire l’autunno, non solo una stagione. Ok, è entrato l’autunno da un po’, però fa caldo come 4 anni fa, quando ho cominciato ad andare in maglietta in inverno, accorgendomi poi che potevo applicare quel gesto scemo a molte altre cose, e comunque sicuramente al vestire, quantomeno. Qui vi presento il trio RoMiNa, Andrea, Peppe, Raffale. Keruac, lo scrittore di On The Road avrebbe scritto "Andrea e Raffaele e Peppe", ne sono certo, come se in realt? non ci dovessero essere quelle virgole scomode che dividono tre amici che non dovrebbero mai essere divisi. A volte confondo la tristezza con la concentrazione. Ascoltando un pezzo come Gap Is Too Wide dei Mostrly Autumn si rischia di pensare di essere tristi, ma quando scrivi sei concentrato, e ascolti quel pezzo, proprio quello, perchè sei concentrato, e quando sei concentrato le canzoni le senti diverse dal solito, dal solito essere distratto. E non sono triste, ma pervaso, non nel senso grammaticale del moto per vaso, ma pervaso di gervaso di gertrude di gambadilegno. Nonna papera non ho ancora capito se mi sta simpatica o no. L’ho sempre vista come una sorta di vecchia rompipalle come tante vecchiette qui a Roma. E’ inutile che ci provate! La crostata di mia nonna non ve la porto il prossimo anno!
Il 25 luglio, appena arrivato, scrivevo: "Qui le cose sembrano non cambiare mai. Il Mare è bellissimo. Il Cielo mi sta spaccando. Sembra essersi accorto che sto qui. Dormo 3 ore a notte da 2 settimane. Ieri sera falò. Divertente. Il Vento urla. Ok ok, divertente forse è troppo. Però era bellissimo rivedere Peppe. Abbiamo parlato un po’." E poi la rivelazione, il quid che cambia le cose, la persona più interessante che ho conosciuto quest’anno in campeggio, una ragazza di 14 anni, che aveva poco a che fare con il contorno, eppure, nella sua tranquillità e caos insieme, ci stava benissimo proprio piantata nel mezzo. L’ho conosciuta tardi, cioè subito appena arrivato, dopo che mio fratello me ne aveva parlato un po’ con gli occhi brillanti. E mi ero chiesto chi potesse infiammare gli occhi metafisici di mio fratello in quel modo. Era Laura. La ragazza dagli occhi talmetne profondi da perdercisi dentro. Questa ragazza ha qualcosa di molto particolare, e non ne parlerò per non rovinarlo, perchè per quanto possa scrivere benissimo, non riesco a esportare le mie idee di lei senza scrivere una canzone, e le canzoni, non le condivido qui. C’è luogo e tempo per condividere canzoni, ma Laura… è difficile, troppo difficile da spiegare. Ha 14 anni, e quegli occhi profondi colpiscono non appena si poggiano su di te, per non lasciarti più andare. C’era praticamente a tutti i falò finchè non è partita per tornare a casa. Parlare con lei è stato un sacco pieno di cose. Divertimento, interesse, caciara, improvvisazione, pazzia, gioia e dolore, una forma vaga di dolore, di quelli che ti lacerano dentro come l’ispirazione, come queste pagine per me…

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