Ballo in preda al sonno e alla potenza

Quanto mi piace usare la tastiera per fare tutto!! Cambiare finestra, modificare testi, ogni cosa, sempre con la tastiera. E’ fantastico! Mi piace proprio. Usare il mouse mi ferma, mi distrae, rompe le palle nel mezzo dello schermo con sto cursore triste. "Ballo in preda al sonno e alla potenza!" E il tempo distratto si scorda quando è partito Peppe per andare a lavorare per poi ritornare in un giorno stupendo. Il tempo non cambia mica poi tanto. Cioè, se lo senti e gli dai retta allora sembra che cambi tutto tra la città e il campeggio, ma se non gli dai retta in città, in campeggio perchè mai dovrebbe cambiare in qualche modo?
"Il Mare si accorge di me e ci ruggiamo contro a vicenda". Al campeggio ci si trova tutti. E’ una specie di lento e inconsapevole accorgersi l’uno delgli altri, lento perchè ti accorgi che ci sono un sacco di persone che rivedi, o che conosci da zero, ma in realtà non ti accorgi di essertene accorto, e quindi vedo Peppe e Danielina e mi sembra che sia il continuo dello scorso anno, mischiato inesorabilmente con Roma, la mia città. E per accorgermi che sto lì invece che qui o altrove, mi ci vuole sempre un po’. Forse anche per gli altri è così, non lo so. Mi fa ridere quando arrivo e c’è gente che sta per ripartire. E’ come se mi fossi perso un sacco di loro, ed è così infatti. E mi fa ridere il fatto in sè. Ma poi in qualche modo me ne accorgo di stare là. "E poi sono andato a prendere l’alba. Stupenda. Nuvole grige rendevano grigio le onde, violente con me e calme con me. Carico. Ero talmente carico e solo da poter ruggire davvero ai mostri. Agli esseri della Notte e del Sentiero degli Elfi e delle Fate. Il posto in cui le sensazioni diventano reali. E gli spruzzi rosei alla nascita del Sole. Sono tornato davvero." Ed è l’alba, ritrovare l’alba che mi fa rendere conto di dove sono. Quell’alba sempre uguale che cambia ogni istante senza lasciare altra traccia se non le nuvole e i riflessi sulle onde increspate. L’alba. Questa sconosciuta. Perchè io in fondo non la conosco. Ci ho passato ore e ore della mia vita, eppure non la conosco tanto. Siamo stati poco insieme. Però sempre in momenti fantastici. Nell’alba qualcosa di Laura c’è. "Ragazza davvero spettacolare. Avrei un sacco pieno da dire. Adora il teatro. Abbiamo fatto improvvisazione ieri o l’altro ieri, dal nulla. Mi piace come si muove. E’ bella, dolce, intelligente, sa parlare, scrivere e pensare. Oltre a lei non riesco ad interessarmi a nessuna per davvero." E lo so che non dovevo parlarne, ma non ho detto praticamente nulla che chiunque non vedrebbe al primissimo impatto. Il resto è storia, parole non dette, sempre che esistano. Come l’alba. L’alba e gli stati mentali. In questi ultimi anni ho pensato tantissimo agli stati mentali. Il freddo, il tempo, il sonno, sensazioni in fondo. Dopo l’estate ho pensato moltissimo alle sensazioni. E mi accorgo che più ci penso e più trovo che molte cose siano stati mentali. Cose che non esistono da sole, esistono perchè io dò loro valore o no. Per esempio, il Mare non è uno stato mentale, è il "Mare", mentre il tempo è uno stato mentale, ed è il "tempo". Dipende da me dare un senso al tempo, come al freddo entro certi limiti, al sonno entro certi limiti. Tutte cose che implicano la coscienza di esse. Keruac farebbe dire a Dean "la nozione del tempo", e in parte è quello che penso io. Solo che lui si fermava prima, rendendolo isolato, il tempo, solo il tempo stato mentale, come se fosse l’unico, e paradossalmente dandogli più senso di quanto gliene dia io. "Pensavo. Ma se tutto è uno stato mentale, che senso ha?"

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