Sedurre ed essere sedotto
Sedurre ed essere sedotto. Una frase così so che qualcuno la capirà. Riscoprire la seduzione, il divertimento di corteggiare, ed essere corteggiati, vedere quanto si è bravi a nascondere il necessario per poi mordere al collo senza spreco di energie, senza pericoli inutili. Lo so, qualcuno capirà cosa dico. E quel continuo contatto fisico che mi fa notare Raffaele, come se fosse tutto naturale in fondo. E però allora perchè non tutti? Eh! Una sera eravamo io e Raffaele in giro per il campeggio. Quest’anno abbiamo condiviso parecchie avventure, navigazioni nel Mare aperto. Eravamo ancora attraccati quella sera, in sala giochi, tutta rifatta in legno e ammodernata, con un simpatico quanto fastidioso aggeggio meccanico che sparava aria e acqua compressa per inumidire l’ambiente. Risultato? se eri sotto la macchinetta ti lavavi senza accorgertene, se eri lontano più di due metri non te ne accorgevi neanche e ti chiedevi che cazzo fosse quel coso che spara cose in aria. E allora le leggende… "E’ contro le zanzare! Azzo ma allora è tossico! Io mi sposto, tu resta là che tanto sei già geneticamente schifoso…" inutile dire chi fosse la vittima di cotanta sentenza. Eravamo in sala giochi e cercavamo qualcuno con cui giocare a biliardino. Io in porta e Raffaele in attacco. E per caso erano lì Daniele Benna e Raffaele, il fratello di Dario, l’uomo più schifoso che esista. Dario… non il fratello… E loro due c’è da dirlo, sono forti parecchio. E poi sono versatili, sanno stare tutti e due sia in attacco che in difesa, con qualche differenza certo, ma io per esempio so stare solo in porta, facendo la mia discreta figura. Prima partita, una loro serie continua di gol alcuni belli alcuni idioti. Quelli idioti ovviamente erano dovuti alla mia idiozia. E perdiamo senza storia. Io non ero neanche troppo rammaricato, loro sono forti parecchio. Era normale prendere una sonora lezione da loro. Però avevo giocato proprio male male… vabè peccato… E’ UN GIOCO. Seconda partita, prima palletta in mezzo, Raffa prende e tira. Gol.
Noi senza esultare. Loro si guardano, ci guardano, guardano Raffa e lo sfottono che aveva finalmente fatto un gol. Io e Raffa ci guardiamo. Nessuna parola. Non serviva. Facciamo la nostra porca partita e io entro finalmente in partita, Raffa anche, opportunista come lui è, e vinciamo. Una partita a testa. Loro ottimisti ancora sfottono un po’. Ma si… E’ UN GIOCO. La terza partita ci vede vittoriosi quasi senza storia, 2-1. La partita si fa emozionante. Noi esultavamo pochissimo, il minimo per costituire il gruppo, loro cominciano a preoccuparsi. Contromosse. Eh si, è il momento delle contromosse. Si scambiano posizioni, Raffaele davanti per loro mi fa una serie di tipo 3 gol tutti uguali. Lo so, da quella posizione li prendo, ma non più di tre volte. E comincio a bloccargli tutte le vie di accesso. La mia posizione diventa impeccabile. Anche la forza non basta più. Il portiere è al posto giusto, senza doverlo muovere più di tanto. Raffa sfrutta ogni mio passaggio anche sporcato, anzi meglio. Perchè quello che non si aspetta lui di certo non se lo aspettano loro. E segna. Inesorabile. Ma anche loro però. Il punteggio sale per entrambe le squadre. Ma siamo sempre in vantaggio. E diventa 3-1. Sono preoccupati. Noi anche perchè le pallette durano un sacco, e io asciugo le manopole spesso, per avere più contatto e attrito e movimenti sempre più rapidi. Rapidissimi lo ammetto. Segno con il portiere diverse volte spiazzando tutti, tranne il mio compagno di squadra che per due volte mi para i tiri e scoppia a ridere, il bastardo…
Sul 3 a 1, loro parlottano. Noi facciamo finta di fare altrettanto. Fondamentalmente ci spacchiamo dalle risate tra noi. Dicendo le nostre cavolate. E inventando schemi poco credibili con il marziano che entra in campo, rissa e tutti in mezzo! E però funziona. Passiamo sul 4-1 mentre dall’altra parte comincia a bruciare, si rompono le fila, ma sempre forti, resistono e contrattaccano. Mai una partita è stata scontata. Mai, tranne la prima. Il match finisce sul 5-1 per Andrea e Raffaele, e con molto garbo e sportività salutiamo, ringraziamo del gioco, stringiamo le mani e ci allontaniamo velocemente. VELOCEMENTE. Ma perchè? Perchè… e perchè avevamo bisogno di parlarne, di riderne fottendocene della sportività, di raccontarci le nostre interpretazioni su ogni singolo istante, su ogni palletta, farci i complimenti e avere la rivalsa sulle loro prese per il culo iniziali. Fantastica serata. Cominciata benissimo. Poi come sempre, io da una parte, lui dall’altra, per ritrovarci dopo le 3 di notte, per mangiare. Aspettando Peppe. PEPPE COME BACK!!!