Lezione di sambuca flambè

Ed è sempre Danielina che riapre la pagina, perchè mi piace aprire così come si era chiuso, altrimenti dove saltano tutti i riferimenti? spariscono, anzi muoiono del tutto, mentre invece nella realtà le cose non muoiono davvero, si trasformano. Come quando Danielina ci trasforma in sue creature, mediante il rito sacro della Sambuca, anche detta Sanbuca, la santa dei drogati e dei gommisti di tutto il globo.
E’ Danielina che ci insegna COME funziona questo rito magico e propiziatorio, che porta ogni essere alla comunanza del tutto. Mi spiego meglio. Si dice che siamo tutti diversi tra noi, nessuno è uguale ad un altro, e questo è vero. Ma un saggio una volta disse "Il Re e il povero suddito sono uguali quando vanno al cesso". Allo stesso modo il rito SACRO dell’Estate 2004 è il ricordarci che in fondo tutti siamo uguali di fronte alla Sambuca. Cioè, può farti scapocciare di più o di meno, ma dipende sempre da cosa ci fai… cioè, se la bevi e basta… è riduttivo… ma la mente degli uomini è sconfinata invece, un po’ come lo stomaco di Fabione quando mangia la pasta al come si chiama verde: il pesto, il piatto preferito dei nazi skin. E dato che la mente degli uomini è sconfinata, la mente delle donne è QUASI sconfinata, ponendo per assurdo che il cervello delle donne esista, ma dobbiamo fare un’affermazione dogmatica, lo so, ma alla fine siamo in un paese cattolico, e quindi non farete fatica a seguire il discorso. Poniamo per fede, una ragazza meravigliosa di Avezzano, che anche le donne abbiano un cervello, e che, cosa ancora più tosta da credere, lo riescano ad utilizzare quasi come una marmotta, ovviamente quasi, c’è un limite anche al dogma… E se pensano, allora Danielina potrebbe pensare. E però cosa potrebbe mai pensare? Appunto al rito di propiziazione notturna che consiste nel bere la sanbuca, la santa degli scavatori, però flambè.

Ricetta spettinata per 8 persone, ovvero Silvio… Infatti meno di 8 non ne ha bevute… Prendete una tazzina da caffè, possibilmente fregata nella tenda di Danielina, così lei è contenta una cifra. La riepite di sanbuca per metà o meno di metà, dipende da quanto siete fottissimi (citazione diretta al grande e immenso IVAN!!). La incendiate. Si si avete capito bene. Incendiate il contenuto della tazzina, che teoricamente se non avete sbagliato qualcosa dovrebbe essere di sanbuca, ma non si sa mai… questa dovrebbe emettere un gemito di sofferenza, misto ad una fiammella azzurra. A quel punto tappate con il palmo della mano opposta a quella che usate per tenere la tazzina. Questo insegnamento è dovuto al grande maestro della sanbuca, detto anche sanbucamo, saggio romano dell’infiltraggio nelle feste dove non si è invitati. Tappate la tazzina e sentirete che il palmo sarà sottoposto ad una leggera sottopressione tipo sturalavandino. A quel punto togliete la mano opposta alla mano con cui tenete la tazzina, e ingollate il contenuto (per questo servirebbe la certezza del conoscerne il contenuto…) e godetene. Non appena svuotata la tazzina, riponete il palmo della mano opposta a quella con cui tenete la tazzina, che chiameremo per semplicità la mano A, mentre la mano in questione, opposta alla mano A, che chiameremo per semplicità smurfgnaccheronizsgimasviegn. Quindi tappate la tazzina con il palmo della mano smurfgnaccheronizsgimasviegn e subito dopo aprite una varco attraverso la mano per far passare la fragranza. Solitamente a questo scopo dovrebbe bastare spostare un dito della mano smurfgnaccheronizsgimasviegn, ma da alcuni testi abbiamo imparato il taglio netto della mano smurfgnaccheronizsgimasviegn. Comunque, aperto il varco nella mano smurfgnaccheronizsgimasviegn, inalate con la bocca il contenuto della tazzina vuota (ehm…) e la frittata è fatta. Se sentite i polmoni esplodere tranquilli. Non avrete comunque perso la mano smurfgnaccheronizsgimasviegn, a meno che non l’abbiate recisa precedentemente.
Per seguire in sequenza la preparazione e la fuizione del prodotto, cliccate pure qui: preparazione.

E come dice il saggio:
"Buona Sanbucata!! Evviva Danielina e la sua tazzina."
Se ancora non hai capito a cosa possa servire questa ricetta, ti consigliamo una visita nel paese di Peppe

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